Il Dr. Cuccari (Vitulazio) scrive al presidente del C.R. Campania

La lettera
La lettera

Pubblichiamo integralmente la lettera che il presidente del Vitulazio, Dottor Achille Cuccari, ha inviato al presidente del C.R. Campania, Salvatore Gagliano, dopo gli spiacevoli fatti accaduti durante la riunione con le società dilettantistiche dello scorso venerdì. Questo il testo della missiva:

Egregio presidente,

in qualità di presidente della A.s.d. Galazia 1997, ho partecipato all’assemblea del comitato regionale campano del 28 u.s. e ne sono uscito con disgusto e sdegno.

Rifletto con grande amarezza che le tormentate vicende che da tempo caratterizzano la vita del comitato campano continuano e le turbolenze che in un passato non molto lontano hanno comportato una cospicua riduzione del numero di società non hanno insegnato nulla.

Né le più recenti dolorose vicende, caratterizzate dall’intervento della magistratura ordinaria e della procura federale, con successivo commissariamento dello stesso comitato, hanno impedito che la storia si ripetesse. Senza capire che tutto ciò si riverbererà, purtroppo e inevitabilmente in maniera negativa, su tutte le strutture periferiche.

Ho ascoltato con attenzione il suo intervento, egregio presidente. Sarebbe stato sufficiente, mi consenta, e sarebbe stato anche più elegante, come atto di riguardo verso gli ospiti liguri e verso tutti noi, dichiarare nulla l’assemblea e chiudere.

Invece ha preferito abbandonarsi, unilateralmente, senza consentire repliche, a un intervento permeato di divisione nei confronti di una gran parte del suo direttivo, un intervento pieno di acredine e di tensione e con un gesto finale, volgare e violento, nei confronti della responsabile del calcio femminile, alla quale va la mia vicinanza e solidarietà.

Sono rimasto, ripeto, turbato, stupito e indignato (in ascensore, incontrati casualmente, ho chiesto scusa agli ospiti liguri, dicendo loro che la Campania calcistica non è quella da loro conosciuta!) di fronte a vicende e comportamenti che, se veri, sembrano aver investito i valori della lealtà e della morale.

Io rifiuto giudizi recisi e interessate stroncature, ma c’è un dovere di chiarezza da parte sua rispetto alle accuse mosse e lei ha l’obbligo, a questo punto, di offrire spiegazioni circa gli esiti di questa sua esperienza presidenziale.

La forza del calcio sono i tanti dirigenti che con passione genuina, disinteresse, intelligenza e senso di responsabilità affrontano quotidianamente i problemi delle loro società, in un contesto sociale difficile, reso ancora più complicato dai problemi economici dell’Italia.

Questi dirigenti, onesti, appassionati e disinteressati, meritano rispetto e considerazione e, soprattutto, una governance calcistica degna e capace.

Lei, devo ritenere da quanto visto e ascoltato, non ha saputo tenere unito il suo gruppo, ha perso il valore della collegialità nella gestione del Comitato e ha mostrato, infine, un esercizio autoritario dei poteri di vertice.

La sua presidenza, per quanto ho ascoltato, con le sue inadempienze amministrative, scossa da insufficienze e contrasti, opaca e priva di una costruttiva dialettica interna, ha completamente tradito le aspettative e la conflittualità attuale, che impedisce la quotidiana gestione ordinaria, non può più essere la norma sul comitato né può essere più tollerata.

E’ necessario da parte sua uno sforzo di onesta riflessione e di intelligenza, una presa d’atto dello stato delle cose, rendersi conto di quanto sia irreale ed arbitraria la sua permanenza al vertice del Comitato, una presa di coscienza della solitudine politica che la circonda e dimettersi, sic et simpliciter, con effetto immediato, immediatamente dopo aver enumerato e documentato in maniera inconfutabile le linee della sua azione, per lasciare infine alle società la facoltà di scegliere una nuova governance calcistica regionale.

Io sono fiero di appartenere a questo mondo. La spilla della Figc, che quotidianamente indosso, è segno di fiera ed orgogliosa appartenenza e di amore, soprattutto: per questo voglio che viva.

Per questo, in nome di questo amore che nutro verso il calcio dilettantistico, avendo fallito la sua missione, le chiedo ancora una volta di dimettersi per non far ulteriormente morire il calcio campano.

Accolga i miei saluti.

(Dr. Achille Cuccari)

La Redazione

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